SPAZIO, CORPO E POTERE Ciclo di interviste dal vivo e spettacoli

INTERVISTE DAL VIVO E SPETTACOLI CON PROTAGONISTI DEL MONDO DELLA DANZA, DELL’ARTE, DEL TEATRO, E NON SOLO.

Francesco Tadini, fondatore di Spazio Tadini

Francesco Tadini

Un’idea di: Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini
Interviste a cura di: Federicapaola Capecchi
Organizzazione: Spazio Tadini
Moderatori e relatori: Per la danza Viviana Palucci, Ideatrice e organizzatrice di Choreographic Collision, progetto di formazione, ricerca coreografica/Danza Venezia/Biennale Internazionale di danza contemporanea di Venezia, Presidente Danzavenezia, Membro del Direttivo Nazionale CNAFAM; Manola Bettio, Ideatrice e Organizzatrice di Choreographic Collision, progetto di formazione, ricerca coreografica/Danza Venezia/Biennale Internazionale di danza contemporanea di Venezia. E molti ospiti “a sorpresa” sia per la Danza che per il Teatro. 

Federicapaola Capecchi coreografa di OpificioTrame e socia di Spazio Tadini

Federicapaola Capecchi

Essendo molti degli invitati professionisti a livello interazionale e impegnati in tournée, comunicheremo di volta in volta evento, data e personaggio protagonista.

Spazio, corpo e potere è il nucleo centrale, tematico e di indagine, della nuova edizione di Coreografia d’Arte (novembre 2012) festival di coreografia, arte e teatrodanza, e della programmazione spettacoli 2011/2012 di Spazio Tadini.

A partire dalle infinite sollecitazioni nate da questo nucleo tematico, prende anche la forma, a partire da fine novembre 2011, di un ciclo di interviste dal vivo e di spettacoli, nelle quali affrontare molteplici aspetti dello spazio, del corpo e del potere. La volontà e l’obiettivo, creando uno spazio di dialogo diretto e aperto, è quella di approfondire questi argomenti non solo in chiave teorica e teoretica, ma coinvolgendone e analizzandone le varie implicazioni con il sociale e l’individuo. Per questo motivo nella lista degli intervistati oltre a uomini di teatro, artisti e coreografi vi sono anche cittadini, professionisti che, per mestiere, interesse o vissuto, hanno a che fare con lo spazio, il corpo e il potere: un pilota di aereo, un muratore, un architetto, un pediatra, solo per citarne alcuni.
Partiamo dal mondo del teatro, della danza e dell’arte perché è il nostro specifico, ne riconosciamo il ruolo civile e sociale, la possibilità di spalancare un orizzonte nuovo, un punto di vista al quale non si giunge da soli e, a volte, il teatro e l’arte catturano, quel quid che prende forma anche nella critica sociale che sposta il “fuoco” (e le parole) del discorso e la visione delle cose. Perché sono anche l’unico sistema linguistico capace di comunicare in tempi brevi e in modi efficaci con tutti e tutta la società.

Coreografia d'arte edizione 2009, OpificioTrame

Coreografia d’arte edizione 2009

Le interviste muovono dal percorso di ricerca tematico di Coreografia d’Arte – la ricerca e il progetto dello spazio dell’uomo – e da alcuni altri spunti quali:

Oggi, cosa è il corpo? Cosa sta diventando? Che posto ha? Cosa significa luogo/spazio? In che modo l’uomo è nello spazio? Cos’è lo spazio? Quali spazi esistono? Esiste lo spazio dell’uomo? Corpo e spazio hanno una stretta relazione con il potere? Cosa significa tutto questo nell’arte, nel pensiero, nel teatro, nella coreografia, nella società, nella politica?

Il corpo parla, racconta, muta – e muta gli eventi in segni -, articola spazio e linguaggio; è il luogo, come sostiene Michel Foucault, in cui si iscrive il potere.

Il corpo espone, incarna una serie infinita di segni. È uno spazio di scrittura, di conoscenza. I corpi vivono, e non le cose vivono nei corpi. Il corpo occupa uno spazio. Ma cosa significa questo? É delimitato rispetto allo spazio? Dove termina il corpo? Il corpo è limite e oltranza? Confine e sconfinamento? Siamo di fronte a un corpo dismesso e ad uno spazio eccedente?

Spazio corpo e potere spettacolo, Darkroom di e con Marco De Meo

Spazio corpo e potere spettacolo Darkroom di e con Marco De Meo

La nostra Visione è di un contemporaneo di violenza, coazione, esclusione, amministrazione coercitiva del corpo, così come della vita e del dolore (eutanasia per esempio), del desiderio, della sessualità. Vediamo un’assuefazione continua con cui si utilizzano strumenti tecnologici (pc, tv, etc) e servizi (web e non solo) che accorciano lo spazio, velocizzano il tempo, leniscono il dolore, annullano il corpo. Vediamo una continua ricerca di relazione non con un corpo ma con una proiezione bidimensionale di esso (culto dell’immagine/figura, fenomeno internet della chat roulette, per esempio), una sorta di “non io, non sé, no body”. E ancora vogliamo indagare come e se l’uomo è misura di ciò che crea, cercare lo spazio di confine tra i linguaggi (scrittura, musica, arte, teatro, danza, etc), cercare e progettare lo spazio dell’uomo, la possibilità di focalizzarlo.

Sentiamo la necessità di indagare come lo spazio di una scena teatrale è lo spazio di un’opera d’arte, di un quadro, di un blocco di pietra, di un obiettivo fotografico o cinematografico. Il perimetro di un conflitto. Dello spostamento di un limite. Lo spazio della ricerca della libertà.

Spazio corpo e potere spettacolo compagniaNUT Foto Domenico Cicchetti

Spazio corpo e potere spettacolo compagniaNUT Foto Domenico Cicchetti

Ogni ospite viene sollecitato e interpellato muovendo da questi spunti, unitamente a quelli specifici di Coreografia d’Arte, partendo dal suo proprio percorso umano e artistico.

[…] Il Teatro, l’attimo non ripetibile dell’improvvisazione, il rapporto fisico con ciò che accade, la distanza minima tra chi fa e chi ne viene coinvolto sono le armi più taglienti di cui, ancora, l’umanità dispone per concedere al Tempo di vincere la battaglia con il grande Freezer Elettronico […] e, forse, anche schierarsi per una visione non retinica dell’arte, non arruolata della vita.Francesco Tadini

[…] Arrivare ad una relazione più forte e profonda anche con i linguaggi dell’arte e aver cura del conoscere è espressione essenziale di ogni società […] ricordare la necessità di essere testimoni del proprio contemporaneo, di riversare un pensiero, comunicarlo, di prendere posizioni. […]Federicapaola Capecchi 

[…] indagare lo spazio. Come elemento coreografico, fisico e concettuale, intrinseco all’arte della coreografia e all’arte, tutta, e come elemento più generale: naturale, quotidiano, psico-fisiologico, socio-culturale, civile, politico. Come interrogativo – ancora aperto – fondativo della ricerca e della creatività […]” Federicapaola Capecchi

[…] Nella nostra Visione, l’unico rimedio alla perdita d’identità dell’uomo/mutante è la riconquista del terreno perduto: lo spazio unico della scena. […]Francesco Tadini

I video delle interviste saranno pubblicati online sul sito di Spazio Tadini, nella pagina ufficiale del progetto e qui. Contenuti e testi, per la III° edizione di Coreografia d’Arte, saranno raccolti in una pubblicazione.

Gli spunti, le riflessioni specifiche di Coreografia d’Arte possono essere letti online sul blog COREOGRAFIA D’ARTE

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